Editoriale
Manualetto d'istruzioni scientifiche per alpinisti
Autore: Comitato Scientifico del Club Alpino Italiano
Il Manualetto d’istruzioni scientifiche per Alpinisti , un volume di circa 300 pagine dal formato tascabile pubblicato dal Club Alpino Italiano nel 1934, ha un particolare significato nella storia del Sodalizio. È stato uno dei primi volumi, se non il primo in assoluto, a far parte di quella lunga serie di manuali che nel corso degli anni hanno progressivamente assunto importanza nell’ambito dell’editoria del CAI. Secondariamente, rappresenta la diretta testimonianza di un importante momento nello scenario della vita associativa del CAI, che l’allora Presidente generale Angelo Manaresi ben espresse nell’editoriale dal titolo “Alpinismo e scienza”, comparso nel 1933 sulla «Rivista mensile» ove, nel motivare l’istituzione del Comitato Scientifico avvenuta nel 1931, ricordava come fosse erronea ogni «concezione unilaterale dell’alpinismo», ribadendo la fondamentale importanza del “conoscere” per tutti coloro che frequentano l’ambiente montano e sottolineando che proprio gli scienziati «erano stati i fondatori del Sodalizio». Compilato da un gruppo di scienziati-alpinisti coordinati dal geografo Antonio Renato Toniolo, il Manualetto nella sua prima edizione si compone di 16 capitoli, ognuno dei quali dedicato a un settore della scienza e compilato da un esperto in materia: si passa così dalla fisiologia (C. Foà) alla geologia (G. Merla), dalla fotografia (G. Laeng) alla meteorologia (U. Monterin), dalla geomorfologia (A. Sestini) alla linguistica (D. Olivieri), dalla zoologia (E. Zavattari) all’etnologia (N. Puccioni), dalla botanica (G. Negri) alla speleologia (F. Anelli), dall’idrografia (M. Vanni) alla paletnologia (P. Graziosi), dalla topografia (C. Colombo, due capitoli) all’antropogeografia (G. Nangeroni) e alla glaciologia (A. Desio). Con questa ristampa anastatica, il lettore potrà imparare a osservare la montagna e i suoi abitanti attraverso le conoscenze del tempo e nelle infinite sfaccettature tanto delle scienze naturali quanto delle scienze umanistiche.
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Descrizione
Specifiche
Il Manualetto d’istruzioni scientifiche per Alpinisti , un volume di circa 300 pagine dal formato tascabile pubblicato dal Club Alpino Italiano nel 1934, ha un particolare significato nella storia del Sodalizio. È stato uno dei primi volumi, se non il primo in assoluto, a far parte di quella lunga serie di manuali che nel corso degli anni hanno progressivamente assunto importanza nell’ambito dell’editoria del CAI. Secondariamente, rappresenta la diretta testimonianza di un importante momento nello scenario della vita associativa del CAI, che l’allora Presidente generale Angelo Manaresi ben espresse nell’editoriale dal titolo “Alpinismo e scienza”, comparso nel 1933 sulla «Rivista mensile» ove, nel motivare l’istituzione del Comitato Scientifico avvenuta nel 1931, ricordava come fosse erronea ogni «concezione unilaterale dell’alpinismo», ribadendo la fondamentale importanza del “conoscere” per tutti coloro che frequentano l’ambiente montano e sottolineando che proprio gli scienziati «erano stati i fondatori del Sodalizio». Compilato da un gruppo di scienziati-alpinisti coordinati dal geografo Antonio Renato Toniolo, il Manualetto nella sua prima edizione si compone di 16 capitoli, ognuno dei quali dedicato a un settore della scienza e compilato da un esperto in materia: si passa così dalla fisiologia (C. Foà) alla geologia (G. Merla), dalla fotografia (G. Laeng) alla meteorologia (U. Monterin), dalla geomorfologia (A. Sestini) alla linguistica (D. Olivieri), dalla zoologia (E. Zavattari) all’etnologia (N. Puccioni), dalla botanica (G. Negri) alla speleologia (F. Anelli), dall’idrografia (M. Vanni) alla paletnologia (P. Graziosi), dalla topografia (C. Colombo, due capitoli) all’antropogeografia (G. Nangeroni) e alla glaciologia (A. Desio). Con questa ristampa anastatica, il lettore potrà imparare a osservare la montagna e i suoi abitanti attraverso le conoscenze del tempo e nelle infinite sfaccettature tanto delle scienze naturali quanto delle scienze umanistiche.
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